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Sebastiano Nata
Sebastiano Nata

Sebastiano Nata – Tommaso Alfieri è un uomo anziano che, in Memorie di un infedele, è narrato da Sebastiano Nata. Alfieri ha trascorso gran parte della sua vita ricoprendo ruoli dirigenziali presso Transpay. Il figlio del primo medico dell’ospedale, Tommaso, voleva fare lo scrittore ma si iscrisse a economia per le insistenze del padre.

Si strugge per la sua fidanzata del liceo Evelina, che ora è sua moglie, ma lei lo abbandona dopo che lui la tradisce e la tratta male a causa della sua professione. Incontra il suo amato nipote, il piccolo Giovanni, mentre i suoi tre figli vivono in diversi angoli del globo.

Una donna albanese di nome Jolanda finisce nelle cure di Tommaso. È molto generosa ma anche persistente nel chiedere a lui di sostenere il suo bambino brillante e adorabile. Il rapporto si intensifica finché Jolanda scompare. L’importanza di guardare avanti piuttosto che indietro e cosa possiamo imparare dai fallimenti di un’esistenza guidata dal denaro.

Intervista a Sebastián Natá

Dopo una corrispondenza preliminare via e-mail, abbiamo deciso di incontrare il nostro amico scrittore in un ambiente che è emblematico per lui: la sua storia, la sua arte, la sua umanità e la preservazione del suo spirito. Oltre ad essere romanziere, editore, creatore e giurato del premio MasterCard, tra i suoi numerosi altri successi e ruoli, è anche un top manager di un’importante multinazionale del credito, un sostenitore di iniziative nelle agenzie internazionali di sviluppo umanitario e un molti altri ruoli che sono direttamente rilevanti per il nostro argomento.

Facciamo una breve discussione prima di concordare una location nel quartiere Trieste-Salario-Africano, dove siamo cresciuti entrambi. Le possibili opzioni includono la piscina di San Leone Magno o l’istituto religioso dei sacerdoti, dove abbiamo completato la nostra formazione. Questo posto è stato un rifugio per le nostre anime, per dirla semplicemente.

Le tue prime risposte sono state piacevolmente schiette e oneste, anche se un po’ audaci. Rischi di rivelare non solo le tue idee di scrittura ma anche le tue emozioni più profonde, le tue sfide e tutto il resto. Se vuoi gentilmente chiarire, che tipo di autobiografia è stata pubblicata il tuo lavoro? Una biografia personale: cosa ne pensi a riguardo? Nei tuoi libri fai commenti autoreferenziali con delicatezza ma coerenza… Mostra il tuo spazio di scrittura e descrivi il tuo processo di scrittura della storia.

Nel tentativo di guardare in modo critico al nostro sistema capitalista – che crea una serie di disastri – ho cercato di ampliare le mie prospettive nel corso degli anni. Posso solo sperare che l’atmosfera cupa sia rimasta poiché, a meno che tu non sia Victor Hugo, i discorsi e gli obiettivi ben intenzionati creano una finzione orribile.

Les Misérables, nonostante tutta la sua stupidità, è una magnifica opera letteraria. Evidentemente era piuttosto brillante. Dare una possibilità ad autori altamente qualificati è un’impresa pericolosa. Volevo essere Céline sempre di più. Quanto sei più ingenuo e presuntuoso?

Hai iniziato la tua carriera nel nuoto olimpico alla piscina San Leone una sera di appena diciassette anni, in mezzo agli splendidi acquerelli italiani, come descritti nel libro. Se ricordo bene in squadra c’era Guarducci; Penso che voi due foste nella staffetta. Quel tuo berretto blu, vero? In quel caso devi aver sentito un legame indelebile con la figura paterna. Eri lì quando la Germania ospitò le Olimpiadi estive del 1972?

L’altro membro della squadra era Marcello Guarducci, che era anche mio compagno di stanza al college. Abitiamo entrambi in quel quartiere, quindi lo incontro molto spesso in piazza Vescovio. Un uomo elegante con un aspetto azzimato, una corporatura snella e un’aura di modestia attorno a lui. Non solo non mi sentivo un padre eterno a Monaco, ma ero anche in difficoltà con Mark Spitz, una meraviglia del nuoto che ha definito l’epoca, che ha tagliato il traguardo molto prima di me.

Tutti dovrebbero ascoltare Sebastiano Nata quando parla di soldi. Nessun altro può esprimere a parole per lui la presenza indispensabile o mostrargli la coerenza che va oltre ogni morale. Severino Cesari e Paolo Repetti fondarono negli anni ’80 l’etichetta indipendente Theoria Edizioni, che da allora pubblica opere di alcuni dei più rinomati autori italiani di oggi. Forse questo è dovuto al fatto che la storia della vita di Nata è stata l’ispirazione per la sua opera magnum, “The Employee”, il suo debutto mozzafiato per questa etichetta.

Sebastiano Nata ha la straordinaria dote di scrivere di soldi – dote di cui si avvale come uomo e come scrittore – senza far sembrare l’argomento vergognoso o goffo. Forse è perché tutti, Nata compresa, sono consapevoli del lato oscuro degli autori famosi che hanno provato a scrivere per tutti: i rivoli della propria utilità.

Piuttosto, Sebastiano Nata ha un coraggio notevole ogni volta che scrive di denaro, soprattutto quando parla di come esso influisce sulle nostre vite e sulle nostre scelte. Nella sua opera solitaria, Memorie di un infedele, lo fa esplorando anche i limiti dell’umanità e riflettendo sulla propria educazione borghese, dalla quale non si tira indietro.

A differenza della narrativa ferocità in The Employee e The Swimmer’s Resistance, Born usa uno stile costante e ritmico che è quasi l’ideale per un crescendo emotivamente astuto. Per le prime sessanta pagine e più del romanzo, Born collabora con il Lettore. Poi comincia a interrogarlo, a costringerlo a prendere decisioni e, inconsapevolmente, ad allinearsi con personaggi che sono in uno stato di “sospensione”.

Sebastiano Nata

Essendo più di una semplice confessione, questa autobiografia descrive il maturato senso di autocritica di Tommaso Alfieri. Dagli anni ’70 ad oggi, si svolge in Italia e mostra la cultura e la storia di quel tempo. Tuttavia, lo scrittore non fa alcuno sforzo per avviare un dialogo significativo, tanto meno tenta di suscitare simpatia o empatia nel lettore. Un’unica, piccola fotografia dei rifiuti che abbiamo raccolto.

Questo non è solo un romanzo con cui rannicchiarsi ogni sera; esplora i segreti dei mostri che abbiamo seppellito per fare spazio a quelli peggiori. Sebbene molte valutazioni del lavoro più recente di Sebastiano Nata si siano concentrate sui temi dell’adulterio e del decadimento, questi sono davvero i percorsi che portano alla caduta di una generazione, di una società e, soprattutto, di una nazione. Ciò significa che sperperare denaro equivale a sperperare la propria dignità, il rispetto, gli obiettivi e persino i segreti più profondi.

La nostra è stata la corsa forsennata al consumo essenziale ma senza senso. Ora che il piano inclinato ci fa scivolare con maggiore frequenza e confrontarci con il nostro adulterio etico, leggere storie come quella di Sebastiano Nata ci fa capire quanto siamo stati fortunati a toccare tutti quei soldi e quanto siamo stati incauti a spenderli.

La nostra attenzione è rivolta alla navigazione nel panorama politico, che fortunatamente non include gli uomini, piuttosto che al solito rimaneggiamento delle opinioni su quanto le cose fossero o siano migliori adesso. Michele Garbo è un dipendente di una multinazionale di carte di credito. Ciò che incontrerà è un mercato con normative incredibilmente rigide. Mentre segue il percorso tortuoso di una dipendenza detestabile, vile e volgare tra il luogo di lavoro, la sua camera d’albergo e il veicolo che utilizza per le sue escursioni notturne, Michele sorseggia la sua esperienza di deterioramento e disintegrazione.

Il nostro eroe in questa straordinaria discesa agli inferi non è né un impiegato né un manager; è piuttosto la proiezione di un grosso vuoto esistenziale; una forma senza redenzione, il torso scolpito di una società senza società. Marco Lodoli ha introdotto l’ultima opera dello scrittore romano Sebastiano Nata dicendo: “Nessuno sa descrivere i pensieri e i sentimenti del denaro come Sebastiano Nata”.

Un momento in cui il capitalismo è in forte espansione e il denaro governa la legge, spesso a costo della vita delle persone, potrebbe essere il momento appropriato per esplorare i principi di Nata. Lodoli afferma che “Il lupo di Wall Street” presenta una nuova prospettiva su temi ricorrenti come il benessere, il successo, gli investimenti in borsa e la mafia, mentre il libro condivide alcuni punti in comune con lavori correlati pubblicati di recente. Poiché l’autore li colloca in un ambiente di savana dove “devono essere leoni, non maiali o topi”, i personaggi assumono una qualità intellettuale e analitica stile Nietzsche.

Nel tentativo di far luce sulla rappresentazione del romanzo della precarietà ontologica degli uomini – uomini che sono depressi, affamati e assetati – e che sacrificano la propria vita per ingabbiare imprese a cui non potrebbe importare di meno delle loro aspirazioni o preoccupazioni….

Il protagonista, Giovanni, è un brillante manager che ha passato tutta la vita a lavorare e non si è mai preso del tempo per sé e per la sua famiglia. Alla fine, crolla emotivamente in questo libro. Da qualche tempo, però, sta attraversando un periodo sfortunato. A parte il lento progresso della sua relazione attuale, ha anche una storia difficile con i suoi figli e un divorzio da risolvere.

Mentre avviene un cambiamento nel suo cuore, lui sperimenta un cambiamento nella sua visione della vita e si sente pronto a scoprire la missione ultima della sua vita. Come chiarisce l’autore verso la fine del romanzo, avviene la mutazione del titolo.

Roma ha dato il benvenuto al mondo a Sebastiano Nata nel 1955. L’accoglienza della critica al suo romanzo d’esordio, “L’impiegato”, è stata spettacolare. Oltre a La Resistenza del Nuotatore, lui e Feltrinelli lo pubblicarono mentre ero assente. Il suo ultimo lavoro è “La Mutazione”, scritto da Sebastiano Nata. “Nei miei romanzi ho scritto molto sul mondo del lavoro”, racconta da solo.

Sebastiano Nata
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By ZP

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