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Renato Ardovino Incidente Stradale
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Renato Ardovino Incidente Stradale – Cristoforo Colombo è stato un navigatore e avventuriero italiano della Repubblica di Genova che fu attivo in Portogallo e Spagna come capitano mercantile. Fu uno dei personaggi più significativi dell’Un motivo della sua notorietà è che fu il pioniere che navigò attraverso l’Oceano Atlantico, aprendo la strada all’Europa per esplorare e colonizzare le Americhe.

Il suo piano originario prevedeva di salpare dalla costa occidentale dell’Africa e di ritornare lungo la costa orientale del Sud America e dell’Oceano Pacifico per raggiungere l’Asia orientale, le cosiddette Indie, che comprendono il Catai e il Cipango . Anche se in seguito il navigatore si rese conto che l’America Centrale era un nuovo territorio, inizialmente pensò che facesse parte dell’Asia, tanto che la regione venne chiamata “Indie Occidentali”.

Nei primi anni del XVI secolo, il Nuovo Mondo”, successivamente chiamato “America”, fu mappato per la prima volta, tutto grazie all’intrepido esploratore Amerigo Vespucci. Dopo che il re Giovanni II del Portogallo negò i finanziamenti per le esplorazioni di Colombo, si avvicinò al I re cattolici di Spagna , i quali, dopo trattative e soprattutto con l’appoggio di Isabella di Castiglia, accettarono di finanziare l’impresa e di concedergli alcuni privilegi nel caso l’esito fosse stato positivo.

Il 3 agosto 1492 salpò da Palos de la Frontera, in Spagna, e il 12 ottobre di quell’anno arrivò su un’isola delle Bahamas che chiamò San Salvador. Questo primo viaggio fu seguito da altri tre, ognuno dei quali si rivelò meno fruttuoso, e alla fine portò alla sua disgrazia e alla perdita di molti degli onori e dei titoli che aveva sperato di ottenere per sé e per i suoi figli nel Regno di Castiglia e León.

dove morì nel 1506 nella città che all’epoca ne era la capitale, Valladolid. Nessun toponimo degno di nota nei paesi appena scoperti prese il suo nome fino al 1819, quando un politico venezuelano, Francisco de Miranda, propose il nome “Colombia” per designare il nuovo stato sudamericano indipendente e finalmente rendere omaggio al famoso navigatore.

Gioventù

Cristoforo era il maggiore di quattro figli nati da Domenico Colombo e Susanna Fontanarossa, che avevano una modesta attività tessile nella loro città natale di Savona prima di avviare lì un negozio di vino e formaggio. Bombardamento navale francese nel 1684 devastato la casa natale genovese in Vico Diritto di Ponticello, all’incrocio con Via Dante in zona Portoria, non lontano da San Vincenzo di Genova; venne ricostruito nei decenni successivi.

In alternativa potrebbe essere nato nella periferia di Cogoleto, al civico 28 di via Rati, nell’area metropolitana di Genova. Rafforzando ulteriormente il concetto che Cristoforo Colombo salpò dalla sua città natale Cogoleto in tenera età , le prove rivelano che lo fece in un’epoca in cui era ancora un bambino. Notevole significato hanno anche le dichiarazioni scritte da Cristoforo Colombo alla famiglia reale spagnola nel 1501.

Lo spiega così: “Muy altos Reyes: de muy pequena hedad entre en la mar navigando e lo he continuado fasta oy”. Note di Lettera di Referenza pubblicata alle pagine 444 e seguenti del volume: BN. La signora Ris. 21 f7r. Enormi testi e documenti dalla Nuova Cartas di Cristobal Colon Consuelo Varela, tradotta e curata da Juan Gil Alianza Universidad 1997. In verità Colombo conferma di aver iniziato a navigare fin da giovanissimo e di non aver fatto altro.

Quindi Cristoforo Colombo da Genova, trasferitosi poi a Savona, non può esserne lo scopritore. In realtà, come testimoniano le carte conservate nella Sala Colombiana dell’Archivio di Stato di Genova, per tutto l’anno 1470/1472 fu ancora sotto la supervisione del padre ed esercitò l’arte di tessitore:. Altri ancora dicono che sia nato in diverse zone della Riviera Ligure di Ponente, anche se le fonti storiche sono rare.

Fonti più solide, però, indicano i primi anni dell’infanzia sicuramente in Vico Diritto di Ponticello di Genova, e il materiale storico diventa ancora più attendibile a partire dal 1470, quando la famiglia si trasferì a Savona, dove risiedette almeno fino al 1470.1484. Prima in contrada San Giuliano , in una casa ora non esistente, poi in contrada Legino, più un podere sito in via Belvedere di Valcada.

Sembra che il giovane Colombo non frequentasse scuola, ma tutto il sapere gli fu pazientemente insegnato dal padre, che volle esporlo all’esercizio di attività commerciali. Cristoforo, tuttavia, come il fratello Bartolomeo, si interessò principalmente di geografia e di cartografia, inoltre, soprattutto durante il periodo savonese, si dedicò al perfezionamento della navigazione nautica.

Egli stesso dichiarò, in una sua lettera, di aver già iniziato a navigare a Genova, all’età di quattordici anni . L’occasione per le sue imprese navali arrivò nel 1472 quando, contro il parere del padre, accettò di unirsi alle flotte al soldo del re Reynel René d’Angiò per contrastare le navi aragonesi nel Mediterraneo occidentale, poi per operare come commerciante marittimo al servizio delle famiglie genovesi Centurione, Di Negro, Imperiali e Spinola.

In questo periodo, grazie alle sue eccellenti qualità, conseguì il titolo di Comandante di Nave, imparando rapidamente il castigliano e il portoghese.Nel 1473 salpò per l’isola di Chios in Grecia, navigando a bordo della Roxana, e vi rimase per circa un anno, alternando periodi di navigazione nell’Egeo, nel Mediterraneo, sulle spiagge del Portogallo e brevi viaggi in Liguria.

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Durante i suoi viaggi latinizzò il suo nome nelle firme che apponeva su lettere e documenti; in seguito usò anche il suo nome in lingua castigliana come firma , quindi Cristóbal Colón. Il 31 maggio 1476 lasciò Noli sulla Bechalla della repubblica marinara di Genova, comandata da Cristoforo Salvago, insieme a tre galere di Squarciafico, Di Negro e Goffredo Spinola, più la baleniera di suo fratello Nicolò Spinola, tutti diretti verso le Fiandre , e poi verso Bristol, in Inghilterra.

Lungo il percorso, però, la flotta subì un’imboscata da parte di corsari francesi al largo di Capo Vincenzo , dove Colombo riuscì a rifugiarsi a Lagos, nel sud del Portogallo. Da lì, pochi mesi dopo riuscì a salpare per Galway , raggiungendo anche l’Islanda, forse nella primavera del 1477.

La rotta verso le Indie

Nel 1478 Colombo ritornò in Portogallo, soggiornando temporaneamente a Lisbona, dove suo fratello Bartolomeo già operava come cartografo, per vigilare sui commerci della famiglia Centurione. Basandosi sulle mappe, sui racconti dei marinai e sui reperti rinvenuti al largo delle coste delle isole del “Mare Oceano, cominciò a convincersi che al di là delle Azzorre doveva esserci una terra continentale e che questa non poteva che essere quella delle “India”,

cioè l’Asia, che comprendeva quindi anche il Catai e il Cipango descritti da Marco Polo, rendendola raggiungibile da Occidente via il percorso di circumnavigazione marittima della Terra. Si documentò conseguentemente su libri geografici come la Historia rerum ubique gestarum di Papa Pio II del 1477, poi l’opera Imago mundi di Pierre d’Ailly e infine il noto Il Milione di Marco Polo. Notevole influenza sulla sua decisione a favore del progetto del lungo viaggio marittimo di ” buscar el Oriente por el Ovest ,

fu una lettera che nel 1474 Paolo Toscanelli indirizzò al canonico di Lisbona Martins De Reriz, in risposta alla domanda postagli da Alfonso V del Portogallo attraverso lo stesso canonico. Nella lettera, il fisico fiorentino riteneva anche plausibile una via marittima verso occidente per raggiungere le cosiddette “Indie”, ma si sbagliava sui calcoli matematici delle distanze geografiche calcolate.

Nel 1479, inoltre, il navigatore conobbe e sposò a Lisbona Filipa Moniz Perestrello , figlia di Bartolomeo Perestrello il Vecchio . La coppia, a partire dal 1480 circa, si recò nell’arcipelago portoghese di Madeira, al largo delle coste del Marocco, prima nell’isola di Porto Santo, dove nacque il loro unico figlio, Diego, poi nella stessa Madeira. In quell’anno Colombo si dedicò anche al commercio in proprio, anche se senza successo.

Il fallimento, insieme alla crescente fiducia nel viaggio atlantico e al contatto decisivo con un naufrago che, sul letto di morte, disegnò addirittura una mappa delle lontane terre a ovest , lo fecero tornare a Lisbona, dove proseguì per studiare le mappe. Colombo vide il re Giovanni II del Portogallo nel 1483 dove gli chiese il denaro necessario per la sua spedizione, ma dopo aver consultato i suoi esperti il re rifiutò la proposta.

Nel frattempo, la moglie Filipa morì nel 1485, per cause inspiegabili, durante una vviaggio a Roma. Rimasto solo e rifiutato dal re Giovanni II, nulla legava più Colombo al Portogallo che lasciò, in segreto, insieme al figlio Diego, trasferendosi in Spagna , precisamente a Siviglia, dove sua cognata- legge, la ricca sorella della moglie, Briolanja Violante Moniz Perestrello, anch’essa proprietaria della villa Tomares e moglie dell’imprenditore fiorentino Francesco Bardi.

In verità Cristoforo cercava qualcuno che potesse finanziare il viaggio. Oltre a Bardi, il navigatore si avvicinò anche al duca Medina Sidonia, ma non ottenne l’appoggio della Corona, e fu costretto a rifiutare. Nel marzo del 1486 Colombo fu nuovamente ospitato dai frati francescani di Rábida, un convento non lontano dal porticciolo di Palos de la Frontera , dove il navigatore si stava già informando su navi ed equipaggi. Infatti, i principali porti furono controllati dall’Inquisizione per la vasta espulsione dei non cattolici dalla Spagna.

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By Saba

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