Spargi l'amore
Giuseppe Rinaldi Giornalista Malattia
Giuseppe Rinaldi Giornalista Malattia

Giuseppe Rinaldi Giornalista Malattia – Giuseppe Rinaldi, detto Peppino Rinaldi, è stato un attore, doppiatore e direttore del doppiaggio. Nacque il 14 settembre 1919 a Roma e morì il 15 dicembre 2007.Nel 1939, all’età di 20 anni, fece il suo debutto cinematografico e continuò a recitare per tutta la vita. Tuttavia, alla fine venne riconosciuto soprattutto per il suo lavoro di doppiaggio, inizialmente per la rinomata azienda CDC e successivamente per il Gruppo Trenta.

Attori famosi come Rock Hudson, Jack Lemmon, Paul Newman, Peter Sellers, Van Johnson, Frank Sinatra, Glenn Ford, Richard Burton, George Peppard, Burt Lancaster, Charles Bronson, Kirk Douglas, Gregory Peck, Roger Moore e altri hanno tutti è apparso nei film.Jeffrey Hunter, Max von Sydow, James Dean, Peter O’Toole, William Holden, Christopher Plummer, Clint Eastwood, Michael Caine e Charlton Heston sono solo alcuni dei i tanti attori da lui doppiati.

La sua voce è stata ascoltata nelle opere di diversi noti attori italiani, come Antonio Cifariello, Franco Fabrizi, Renato Salvatori, Mario Merola, Terence Hill ed Enrico Maria Salerno. Tuttavia, nei suoi primi film, era spesso doppiato. L’episodio, intitolato La fugadiva, è stato un omaggio all’attrice Monica Vitti ed è andato in onda su Rai 3 Che fai… ridi! nel 1983.

A Roma, dove aveva vissuto e lavorato fino al 1997, si spegne il 15 dicembre 2007, all’età di 88 anni, dopo una lunga battaglia contro la malattia. Ebbero due figli insieme, Massimo e Antonella, e lei era Marina Dolfin, figlia del celebre soprano Toti Dal Monte, prima moglie di Rinaldi. Il suo secondo figlio è stato con l’attrice Maria Pia Casilio e hanno chiamato la loro figlia Francesca. I suoi tre figli lavorano tutti nel settore dello spettacolo come attori o doppiatori. È nata il 2 novembre 1914 a Terni, in Italia, dai genitori Mario Cecca e Virginia.

Suo padre era stato nominato procuratore del re libico nel 1918, quindi la famiglia si trasferì a Bengasi, in Libia, dove nacque. Angela e suo fratello frequentavano una scuola cattolica gestita da suore e frequentata da bambini di diversa estrazione culturale e religiosa perché la loro madre era una devota cattolica. La famiglia Zucconi si recò a Trieste verso la fine del decennio negli anni ’20. Angela ha frequentato un liceo della zona, dove ha acquisito un’ottima formazione in tedesco classico.

Zucconi si afferma nello studio, che all’epoca era luogo di ritrovo di intellettuali e traduttori come Alberto Spaini, Bobi Bazlen, Ervino Pocar e Gianni Stuparich. Mi sentivo così bene perché, come diceva lei, i suoi capelli lunghi e fluenti e gli argomenti trattati durante le lezioni di italiano letti ad alta voce dall’insegnante mi davano una certa energia. che ricordai per il resto della mia vita quello che avevo imparato in quella scuola”

Dopo il trasferimento degli Zucconi a Roma nel 1930, il loro figlio adolescente si iscrisse allo stimato Istituto Mamiani. Cominciò a recarsi regolarmente in un eremo a Campello sul Clitunno perché era affascinata dalle donne lì e dalla loro radicale individualità. Suor Maria e il suo mistico cenacolo di dame erano un anatema per coloro che battezzavano le allodole.

Il suo primo incontro con l’antifascismo è a Campello, dove conosce Barbara Allason, anche lei traduttrice tedesca, che alla fine la accoglie nella casa della famiglia Croce.Nel 1933, l’editore italiano Airoldi pubblicò la prima raccolta di poesie di Zucconi, intitolata Viaggi senza approdo, con l’affermazione di Lao Tse “Non c’è destinazione, solo la strada” come epigrafe.

Zucconi iniziò la sua carriera di poeta a Roma. Attraverso la lettura di questo libro entrò in contatto con Don Giuseppe De Luca, che in seguito divenne il suo mentore e consigliere. Era sempre lì, come un rumore di fondo che non andava mai via. Zucconi iniziò a collaborare con L’Avvenire d’Italia grazie a De Luca, che fu al centro di vaste reti intellettuali. Sotto le spoglie di Ilaria e Angelina Zucconi, scrive spesso recensioni e diari di viaggio.

Nel 1938 si iscrisse alla Facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma e iniziò a studiare il tedesco presso l’Istituto di Studi Germanici di Villa Sciarra, fondato da Giuseppe Gabetti. Con lui si laureò con una tesi su alcune lettere inedite della marchesa Marianna Bacinetti Florenzi Waddington, amante di Ludovico I di Baviera.

Nel 1938 si trasferì a Monaco, in Germania, con una borsa di studio per proseguire gli studi. Dopo l’invasione tedesca della Polonia, avvenuta il 1 settembre 1939, le fu permesso di continuare a lavorare al progetto riguardante la marchesa Florenzi poiché Barbara Allason l’aveva presentata a Benedetto Croce l’anno precedente.

Poté lasciare nuovamente la nazione nel marzo del 1940 grazie ad una borsa di studio; si recò in Danimarca per studiare le carte inedite di Luigi di Baviera al Museo Thorvaldsen. Zucconi tornò in Italia dopo il coinvolgimento della Danimarca nella guerra, quando conobbe Adriano Olivetti, che le commissionò la traduzione di tutte le opere di Sren Kierkegaard per Nuove edizioni di Ivrea.Mentre era in Danimarca, incontrò il futuro vincitore del Premio Nobel Niels Bohr e i due strinsero un’amicizia.

Giuseppe Rinaldi Giornalista Malattia

Per l’editore Leo Longanesi ha scritto la prima edizione di Lodovico amore, che raccontava la storia della corrispondenza tra i Marchiones Florenzi e Ludovico di Baviera, prima che Milano venisse attaccata nel 1944.Fu in questo periodo che Zucconi conobbe Marcella Rinaldi, compagna di una vita e traduttrice, mentre lavorava come insegnante al liceo classico di Orvieto e poi all’Istituto Romano delle Suore di Nevers.

Presso la sede romana della casa editrice Einaudi ha lavorato inizialmente come redattore e traduttore. La giovane vedova di Leone, Natalia Ginzburg, fu una delle donne che incontrò lì; in seguito scrisse della sua amicizia con Zucconi in due libri, Estate e Scarpe rotte . Natalia Ginzburg andò a vivere con Zucconi dopo la morte del marito. Fu incaricata da Bobi Bazlen di tradurre alcuni poeti espressionisti tedeschi poiché la grande casa di famiglia in via Cola di Rienzo 212 era all’epoca un santuario per molti giovani intellettuali.

Dalla loro sede di via Cola di Rienzo, Ginzburg e Zucconi progettarono di pubblicare una rivista intitolata Arianna. «nel fervore di quei mesi credevamo in fondo che bastasse far uscire le donne dall’ombra perché l’utopia di oggi diventasse la politica di domani» (Zucconi, 2000, p. 85). Longanesi avrebbe dovuto pubblicare la rivista, ma non venne mai realizzata.

Insieme a Giuliana Benzoni, conosciuta nello stesso anno, Angela Zucconi ha organizzato campi estivi per bambini italiani denutriti con famiglie danesi nell’ambito del Movimento di Collaborazione Civica (MCC). De Luca, che aveva pensato che sarebbe diventata una studiosa, rimase deluso quando lei pose fine alla loro relazione a causa del suo forte senso di obbligo sociale.

Ada Prospero Gobetti, vedova di Piero, aderì all’UDI nel 1946 e nello stesso anno guidò la delegazione italiana al primo Congresso Internazionale delle Donne. Successivamente si recò a Tremezzo, in Italia, sulle rive del Lago di Como, per il Convegno per la ricerca sull’assistenza sociale dal 16 settembre al 6 ottobre 1946.Alla Conferenza di Tremezzo, durata tre settimane, venne istituito un sistema di welfare basato sul piano inglese Beveridge.

Durante la prima settimana sono stati discussi nuovi modelli di sostegno sociale e leggi sul lavoro. Nella seconda parte parleremo di come aiutare i giovani. La terza settimana, tuttavia, è stata quella più promettente. Alloggi, indennità per i civili, pensioni per i partigiani, edilizia popolare, campi profughi, emigrazione e immigrazione, orientamento accademico e professionale, malattie mentali, e così via furono tutti riconosciuti come preoccupazioni del dopoguerra che dovevano essere affrontate tra il 30 settembre e il 6 ottobre. .

Maria Comandini Calogero rappresentò la posizione laica e azionaria in un convegno a Tremezzo che contrappose le anime cattolica, fascista e laica dell’assistenzialismo italiano. Successivamente, secondo Angela Zucconi, “Al termine di quelle tre settimane, passeggiando per il grande albergo ormai quasi vuoto, vidi su un cavalletto il giornale murale che illustrava, tra l’altro, l’eccessivo ottimismo degli educatori con una serie di di vignette: nella prima il bambino vestito da SS camminava sparpagliando teste mozzate a destra e a sinistra.

Nella scena finale, lo stesso bambino viene mostrato mentre innaffia una pianta mentre si inchina e le parla, come è consuetudine quando ci si prende cura delle piante. “Cresci piccola pianta, fai crescere piccola pianta”, dichiarò. Sebbene il ministro Sereni abbia affermato che “l’utopia di oggi sarà la politica di domani”, alla conferenza si è riscontrata una netta divisione tra coloro che si sono espressi a favore della riforma e della creazione di servizi sociali e coloro che non lo hanno fatto.

Il successo è andato alla seconda scelta. L’utopia come ideologia politica del futuro non esisterebbe senza questo seme che germoglia. vinto il programma demagogico di welfare del giorno dopo giorno, per il quale paghiamo ancora i tributi, e dell’attività di Tremezzo l’unica traccia era l’odore di quelle notti trascorse a cantare.

Dopo aver completato il suo lavoro in tandem con Einaudi, Zucconi ha sospeso le sue attività accademiche e le sue traduzioni in favore della ricerca attiva di opportunità di lavoro retribuite. Insieme a Guido e Maria Comandini Calogero, ha co-fondato il CEPAS per fornire formazione continua ai professionisti del sociale. Zucconi, che assunse la direzione del CEPAS dopo l’emigrazione dei coniugi Calogero in Canada, collaborò con Adriano Olivetti su una serie di progetti volti a risollevare il Sud del mondo in via di sviluppo.

Giuseppe Rinaldi Giornalista Malattia
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By Saba

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