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Ammendola Morto
Ammendola Morto

Ammendola Morto – Dopo la misteriosa morte di Gilda Ammendola avvenuta nel carcere Fleyry-Mèrogis di Parigi, il giudice istruttore di Napoli riapre il caso, che in precedenza era stato trattato come un suicidio. Il suo nome riemerge negli atti di un’indagine per traffico di droga. Il giudice ha inoltre affermato: “La questione non è chiara”. L’indagine è supervisionata dalla Procura di Roma e al momento siamo in attesa del loro responso.

Il collasso

Una donna di Ercolano, in provincia di Napoli, che aveva 32 anni al momento del ritrovamento, è stata trovata impiccata nella sua cella a gennaio. La famiglia ha cercato l’avvocato Domenico Scarpone dopo essere stata poco convinta dalla storia del suicidio; Scarpone ha sporto denuncia per cercare di chiarire le circostanze della morte. Era quasi come se un detenuto avesse ucciso la ragazza e il suicidio fosse stato inscenato.

Ultimamente, insieme alle indagini

Una presunta telefonata da parte della famiglia della ragazza indica che lei aveva chiesto loro di inviare le sue cose prima del suo ingresso in prigione il 21 gennaio. La famiglia ha ricevuto un’altra telefonata da un funzionario della prigione che li informava che Gilda si era suicidata nella sua cella poche ore dopo.

L’indagine sulle circostanze della morte di Gilda Ammendola è stata riaperta poco dopo essersi intrecciata con il caso precedente. Sono emerse accuse secondo cui un’organizzazione criminale avrebbe contrabbandato chili di droga dall’Africa all’Europa e le autorità stanno indagando. C’è un riferimento al 32enne nel mazzo.

Il 10 luglio 2021, l’aeroporto di Parigi ha accolto il volo 4Z163, partito da Lusaka, Zambia, ed era diretto a Lione. Gli agenti della dogana hanno perquisito Ammendola e le borse dell’uomo nonostante stessero semplicemente attraversando Parigi sulla rotta da o verso Johannesburg.

L’uomo era in possesso di due buste contenenti la droga che, dopo un esame, è risultata divisa in otto blocchi distinti. Insieme alla droga sono stati ritrovati anche alcuni effetti personali di Ammendola, cosa che ha portato al suo arresto. Strade diverse li hanno portati in prigioni diverse dopo essere stati entrambi portati lì il 14 luglio.

I sei viaggi africani

È stato rivelato che Gilda Ammendola è rimasta in prigione finché i suoi avvocati non sono riusciti a ottenere il suo rilascio nel marzo 2022. Tuttavia, la sua casa, che si trovava a una ventina di chilometri da Parigi, era ancora soggetta a stretta sorveglianza. L’ultima sentenza che ha riaperto le porte del suo carcere alla fine di gennaio di quest’anno doveva essere pronunciata a casa sua, dove lei l’avrebbe aspettata.

La tragica conclusione della sua storia è ben nota. I timbri sul passaporto di Ammendola mostrano che aveva fatto almeno cinque viaggi di ritorno a Parigi via Johannesburg nei 18 mesi precedenti al suo arresto. In effetti, era stata in Africa non meno di sei volte.

Da qui parte l’indagine sul settore bancario. La ragazza avrebbe potuto essere una reclutatrice se avesse recitato. Il suo obiettivo erano le donne, e le cercava appositamente in modo che potessero agire come turiste mentre trasportavano effettivamente la droga. Il modello utilizzato erano i bidoni della spazzatura con due fondi. Inoltre, puoi aspettarti di guadagnare tra i due e i quattromila euro per viaggio. Indagare sulle circostanze della morte del detenuto di 32 anni mentre era in prigione.

Una donna di 32 anni di nome Gilda Ammendola è originaria di Somma Vesuviana e attualmente risiede a Ercolano, in provincia di Napoli. All’età di sei anni nacque la madre della ragazza. Il suo cadavere è stato trovato nella sua cella nel carcere di Fleyry Merogis a Parigi il 22 gennaio. Poche ore prima del suo trasferimento, avrebbe dovuto iniziare a scontare una pena di cinque anni per reati legati alla droga nel penitenziario.

Tragicamente, secondo le autorità francesi, si è suicidata impiccandosi. L’avvocato Domenico Scarpone è stato incaricato dalla famiglia della donna di presentare formale denuncia per chiedere chiarimenti. Ammedola aveva contattato la sua famiglia poche ore prima della sua morte per chiedere il suo pigiama e altri oggetti personali in modo che potesse essere pronta per la sua imminente comparizione in tribunale, secondo la dichiarazione.

La loro ipotesi migliore era che “era serena”. Di conseguenza, la Procura di Roma ha avviato un procedimento di istigazione al suicidio. Nessuno sa quali siano i risultati della seconda autopsia chiesta dal pubblico ministero Eugenio Albamonte. Prima che si potessero trovare esperti o avvocati, le autorità francesi hanno esaminato il corpo della vittima. Secondo il loro codice, questo non è supportato.

La donna è ora imputata a trafficanti di droga che importavano cocaina dal Sudafrica, grazie a una nuova indagine della Guardia di Finanza. Ciò ha riaperto la questione e le ha aggiunto nuove dimensioni. Nell’ordinanza di arresto di tre persone sospettate di traffico di cocaina, il gip di Napoli Luca Battineri ha inserito il nome di Ammendola.

Due cittadini di Johannesburg sono stati arrestati all’aeroporto di Bologna nel marzo 2021 con eroina visibilmente nascosta nei bagagli; gli investila questione è ora entrata in una nuova fase. Membri della comunità tanzaniana Sabatino De Felice, Marco Iovine e Abraham Barabara Shaaban hanno recentemente scontato una pena detentiva. Si potrebbe dire che i primi due sono in un campionato a parte.

Secondo il racconto del giudice, “morto in circostanze tutt’altro che chiare in una prigione francese”, Iovine sarebbe stato coinvolto con Ammendola. L’ordinanza afferma inoltre che Ammendola doveva essere ritenuta responsabile del “reclutamento di corrieri” inviati in aree designate dell’Africa per scambiare merci e ritornare con sostanze illecite.

Le storie dell’uomo detenuto a Bologna avevano riportato alla luce il nome di Ammendola, come riportato da Il Mattino e dall’edizione napoletana di Repubblica. I suoi viaggi sono menzionati in relazione alle intercettazioni.

Ammendola Morto

Nell’estate del 2021, all’aeroporto di Parigi, furono presi in custodia Ammendola e un napoletano. Stavano tornando da una vacanza in Africa con una valigia piena di eroina. Si è suicidata poco dopo il processo e la condanna, poche ore dopo essere stata incarcerata. Solo i risultati dell’indagine di Roma riveleranno chi ha voluto che l’imputato reclutatore di narcotrafficanti tacesse.

Tragicamente, Gilda Ammendola è morta nel carcere parigino di Fleyry-Merogis il 22 gennaio, lo stesso giorno del suo arresto. Secondo le autorità francesi si sarebbe suicidata. La storia del 32enne ercolanese, però, apre un nuovo capitolo. Sono necessarie ulteriori indagini, secondo Il Mattino, a causa del suo presunto collegamento con una rete di traffico di droga.

Lo sostiene la recente ordinanza emessa dal gip di Napoli riguardante un presunto traffico internazionale di stupefacenti. Quale soggetto responsabile del reclutamento di corrieri per tale organizzazione, il 32enne risulta indicato dalla DDA e dalla Guardia di Finanza di Napoli nell’ordinanza.

È stata riportata in carcere all’inizio di gennaio 2023 dopo essere stata scarcerata; morì lì poche settimane dopo. Il suo processo aveva già avuto luogo dopo il suo rilascio. La sua famiglia ha rifiutato di accettare la realtà del suo suicidio, anche se un’autopsia francese lo ha dimostrato.

Le indagini sulla morte di Gilda sono in corso presso la Procura di Roma e si è in attesa dei risultati. Nuovi rapporti dell’autopsia sono stati inviati loro dopo che li avevano richiesti. Il giorno della sua scomparsa appariva composta e intenzionata a tornare in Italia per stare con la sua giovane figlia mentre parlava con i suoi parenti. In sostanza, la famiglia sostiene che questa mentalità non incoraggia l’autolesionismo.

L’avvocato Domenico Scarpone è stato contattato dai parenti della vittima per avere informazioni, cosa che ha portato all’avvio di un’indagine da parte della Procura di Roma. La famiglia Ammendola non ha idea del motivo per cui il loro caro sia stato arrestato perché nessun esperto tecnico italiano poteva assistere all’autopsia del 32enne in Francia, secondo le norme locali. L’indagine ha tenuto nascosti i dettagli del test di Parigi.

La prossima settimana, dopo il trasporto della salma di Gilda Ammendola all’Istituto di medicina legale di Napoli, sul suo corpo verrà eseguita una seconda autopsia. Il rapido passaggio della ragazza dalla richiesta di spedizione dei suoi effetti personali alla decisione di togliersi la vita solo poche ore dopo ha lasciato sconcertati i suoi familiari, che hanno richiesto una nuova valutazione. Si ipotizza che il suicidio sia stato inscenato.

secondo quanto riferito dall’avvocato Scarpone alla fanpage. La nostra precedente denuncia aveva spinto la Procura di Roma a riemettere l’ordinanza di accesso al cadavere dell’autorità giudiziaria. Alla famiglia di Gilda non è stato concesso l’accesso ai documenti rilevanti o all’autopsia, quindi il motivo della sua detenzione rimane sconosciuto.

Verso la fine della sua condanna all’ergastolo nel carcere francese Fleury-Mérogis per traffico di eroina, la 32enne napoletana Gilda Ammendola aveva fatto sei viaggi in Africa prima di tornare a Parigi, cinque di questi viaggi passando per Johannesbourg. La fonte è Ammendola.

Dopo aver fatto tappa a Johannesburg e Parigi in viaggio dallo Zambia il 10 luglio 2021, l’aereo atterrerebbe a Lione. All’aeroporto Charles de Gaulle le autorità hanno assicurato alla giustizia una donna di 51 anni di Torre del Greco. In suo possesso sono stati trovati quasi dieci chilogrammi di eroina. Gli investigatori hanno scoperto gli effetti personali della 32enne nelle sue valigie e sono riusciti a collegare le due donne, cosa che ha portato la ragazza ad essere ammanettata.

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By Zainab

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